Gli SpazzaCammino scrivono al Papa

Scrivono a Papa Francesco i senza dimora del gruppo Spazzacammino che da dicembre puliscono le strade di Napoli. I senza dimora chiedono ascolto per la loro storia e accompagnamento nella preghiera, con la speranza che il loro progetto di emancipazione dal disagio possa proseguire oltre il periodo di sperimentazione.

spazzacammini

 

 

Qui di seguito il testo della lettera:

 

Caro Papa Francesco,

alla vigilia della tua visita nella nostra città, abbiamo pensato di scriverti per unirci al coro di benvenuto dei nostri concittadini e per raccontarti la nostra storia, nella speranza che Tu voglia ascoltarla e accompagnarla nella preghiera.

Siamo un gruppo di operatori sociali della cooperativa sociale Il Camper e del gruppo Gesco, volontari, senza dimora e persone disagiate. Le nostre vite si sono incrociate nel corso degli ultimi anni e la nostra collaborazione fatta di reciproco sostegno, aiuto, ascolto ha dato vita ad un progetto di riscatto sociale dal nome Spazzacammino, che ti vorremmo raccontare.

Tutti noi abbiamo deciso di realizzare un sogno. Quello di metterci insieme per superare le difficoltà e l’emarginazione, di riappropriarci del lavoro e dell’autonomia. E così abbiamo dato vita al Progetto Spazzacammino: il progetto prende il nome dall’antica figura dello Spazzacamino, nei secoli scorsi un orfano o un senza dimora che veniva impiegato nella pulizia delle canne fumarie delle abitazioni. Lo SpazzaCammino – con 2 M – oggi è una persona che ha già intrapreso un primo percorso verso l’autonomia e l’emancipazione dal disagio e che si impegna, insieme ad altre persone, in un’opera di pulizia delle strade della città, spazzandole negli orari maggiormente affollati dal passaggio di napoletani e di turisti, per tenerle pulite, a beneficio di tutti cittadini e della città di Napoli. In cambio chiediamo un piccolo contributo economico a quanti beneficiano del nostro lavoro, con il sogno di poter fondare presto una nostra cooperativa autonoma di servizi e, magari, perché no, provare ad aiutare altri che come noi da soli non ce la fanno più.

Veniamo da ogni parte del mondo e professiamo religioni diverse, ma abbiamo imparato a stare insieme e rispettarci come persone, al di là di ogni differenza.

Nel giorno della tua visita alla nostra città, tanto bella e tanto difficile, ci rivolgiamo a te per un saluto ed un pensiero, convinti, come te che dobbiamo unirci perché non ci sia più «Nessuna famiglia senza tetto. Nessun contadino senza la terra. Nessun lavoratore senza diritti. Nessuna persona senza la dignità del lavoro». (Dall’incontro mondiale dei movimenti popolari, Vaticano, 28/10/2014).

Pubblicato da Gesco

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